Bologna, 5 luglio 2026 – Il grande caldo è pronto a riaffacciarsi nuovamente in Emilia-Romagna, con temperature in aumento soprattutto nella seconda parte della settimana, quando è previsto che tocchino nuovamente i 36 gradi

Un incremento alimentato dall’arrivo sulla regione di un campo di alta pressione di origine sub-tropicale, che porterà condizioni durevoli di stabilità.

Il sole e le temperature in rialzo caratterizzeranno la regione per tutta la settimana

L’andamento della settimana

Nella giornata di domani, lunedì 5 luglio, non è esclusa la possibilità di piogge sparse sulle pianure ferraresi a confine con il Veneto, ma nel complesso il sole splenderà su quasi tutta la regione, con temperature minime comprese tra 19 e 23 gradi, e massime che si spingeranno fino a 28 gradi sulla costa riminese e a 34 gradi nelle pianure occidentali.

Temperature in risalita a partire da martedì, quando sulla pianura la colonnina di mercurio potrà toccare i 35 gradi, in un quadro di stabilità che coinvolgerà tutto il territorio regionale, fatta eccezione per alcuni rovesci sparsi in corrispondenza del crinale appenninico.

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La terza ondata di calore di un’estate da record

Quella in arrivo “si prefigura come una nuova maxi-ondata di calore dell’estate 2026 – commenta il meteorologo di Arpae Pier Paolo Alberoni –. Anche in questo caso ci troveremo davanti a un fenomeno di origine africana, che farà sentire i suoi effetti in gran parte dell’Europa, dal Mediterraneo al Baltico. Si annuncia un’ondata di calore nuovamente accompagnata da notti subtropicali, in cui le temperature rimarranno alte”.

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Si tratta della terza ondata di calore dell’estate 2026: “La prima arrivò addirittura nel mese di maggio, mentre tutti ancora ricordiamo i picchi di calore palesatisi nella seconda metà di giugno”. Settimane in cui non era neppure ancora cominciata l’estate astronomica, benché quest’ultimo rappresenti un dato meramente statistico: “L’estate meteorologica è generalmente coincidente con i mesi di giugno, luglio e agosto”.

Il meteolorologo di Arpae Pier Paolo Alberoni

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“Quelle in arrivo sono temperature significativamente superiori alla media degli ultimi trent’anni: la media per la prima decade di luglio del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 era infatti di 31.2 gradi”. Ancora più ‘preistorica’ la media del periodo precedente il manifestarsi del cambiamento climatico : “Allora la media per i primi dieci giorni di luglio era addirittura di 29.4 gradi”.

L’aumento delle temperature globali è considerato pressoché inevitabile agli attuali ritmi di emissione di gas serra: l’obiettivo della Conferenza di Parigi del 2015 di contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi rispetto al periodo pre-industriale è ormai considerato non più realistico.

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Il caldo urbano e il ruolo dell’aria condizionata

Quella in arrivo si annuncia una settimana in cui la vita dentro case e uffici sarà scandita dall’aria condizionata. Con quali effetti? Già ora il consumo di energia per alimentare gli impianti ad aria condizionata è responsabile del 3% delle emissioni globali. Ma Pier Paolo Alberoni invita a osservare non solo gli effetti ‘climatici’ dell’aria condizionata, ma anche quelli a brevissimo termine: “L’aria condizionata raffresca gli ambienti interni espellendo l’aria calda all’esterno, quindi nelle strade e nelle piazze delle città”.

Più in generale, il mondo della scienza è ormai pressoché unanime non solo nel riconoscere il ruolo del riscaldamento globale alla base delle recenti ondate di calore, ma anche nell’attribuire un’origine antropica alla crisi climatica in corso. Sono infatti relativamente pochi gli eventi che abbiano causato sensibili emissioni di gas serra oltre alle attività antropiche: fra questi, la massiccia eruzione vulcanica verificatasi nel 2022 nell’arcipelago delle isole Tonga.

Le previsioni meteo

By Daniel Wege

Consultor HAZOP Especializado em IA | 20+ Anos Transformando Riscos em Resultados | Experiência Global: PETROBRAS, SAIPEM e WALMART

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